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Ayrton Senna, la gara perfetta di Donington

1 dicembre 2015 | by Marco Caregnato

Donington 1993: la gara di Ayrton Senna che resterà per sempre scolpita negli annali. Ecco il racconto di quella magnifica domenica di Pasqua e di come un brasiliano insegnò al Circus a guidare su asfalto allagato

Quel 1993 non era iniziato per niente nel migliore dei modi per Ayrton Senna Da Silva. Dopo aver lottato per un anno contro Mansell e la sua invincibile Williams, il carioca vide quella perfetta astronave costruita a Grove passare nelle mani del più odiato tra i rivali. Alain Prost, la sua antitesi per eccellenza.

Dopo il ritiro della Honda la McLaren non aveva molto da offrire ad Ayrton Senna, tanto che il brasiliano fece anche dei test in Indycar con la Penske dell’amico Emerson Fittipaldi. Così, tanto per fare un po’ di casino e battere cassa con quel taccagno di Ron. Il risultato fu il contratto a gettone più costoso della storia delle corse. Un milione di dollari a GP.

Ma Dennis aveva un asso nella manica, oltre ad un mucchio di soldi, per convincere Ayrton Senna. Quest’asso si chiamava MP4/8. Una delle migliori F1 mai costruite a Woking, completamente all’altezza della Williams. Almeno di una Williams a mezzo servizio, perché con il Forb HB rimediato last minute, si poteva fare ben poco contro il poderoso 10 cilindri Renault che spingeva le monoposto di Grove.

Eppure Ayrton Senna con quella macchina andava fortissimo e dopo due gare del mondiale era addirittura in testa grazie al secondo posto a Kylami ed alla splendida vittoria di Interlagos, in una gara bagnata dalla dea della pioggia che aveva un debole per le imprese di Senna.

Dopo il Brasile, era il turno di Donington, per la terza gara della stagione. Una pista strana, ricavata da un ex aeroporto militare. L’asfalto viscido, un saliscendi tra le colline ed il meteo inglese di inizio primavera. Un cocktail dal finale scontato. I bookmakers non accettano neanche le scommesse sul fatto che possa piovere durante il Gran Premio e conoscendo l’indole degli allibratori inglesi, è quanto dire.

ayrton senna donington 1993

Le qualifiche parlano Williams, con Prost che detta legge davanti al compagno di squadra, Mr. Zero Damon Hill. Alle spalle dei due alfieri di Mr. Frank Williams c’è un giovanissimo ed imberbe Michael Schumacher, che sta iniziando a farsi notare in una F1 di squali. Il tedeschino monta sulla sua Benetton un motore Ford leggermente più “pepato” di quello degli altri. Flavio Briatore nelle trattative è sempre stato un re e la Benetton gode dello status di team ufficiale, alla faccia della McLaren, relegata al ruolo di semplice cliente. Ayrton Senna è quarto in griglia, incapace di tenere il ritmo dei piloti davanti durante le prove del sabato.

Sulla griglia di piloti schierati sul rettilineo di partenza del GP si abbatte il più classico dei temporali inglesi, di quelli che non usciresti a fare una passeggiata a piedi neanche a pagamento. Allo spegnimento del semaforo Prost scatta bene e mantiene la prima posizione, mentre Senna ha una piccolissima incertezza perché pizzica la linea bianca. La MP4 derapa, ma Ayrton alza il piede e tiene la vettura in pista. Viene passato da Karl Wendlinger, l’alfiere della Sauber che da piccolo divideva il sedile del prototipo a Le Mans con il Kaiser Schumacher. O almeno con quello che sarebbe diventato il Kaiser, ma che per ora viene passato anche lui in tromba dal pilota Sauber.

Ayrton Senna ci mette poco a saltare Schumacher e si mette alla caccia di Karl, che passa con una manovra semplicemente magistrale all’esterno. La sua McLaren sembra andare forte sul bagnato quanto faceva sull’asciutto e Ayrton recupera metro su metro alle due Williams che sono le prossime prede.

ayrton senna 1993

Riesce a raggiungere Damon Hill e lo passa manco fosse fermo. Resta solo Prost per rifinire questo capolavoro. E Senna lo raggiunge al tornante della Hairpin, portandosi in testa alla gara. E’ un vero tripudio sulle gradinate, Ayrton guida con una pulizia sul bagnato impensabile per chiunque altro. Riesce ad essere velocissimo in ingresso curva e controlla perfettamente la derapata sulle quattro ruote in uscita, disegnando traiettorie impossibili per gli altri.

La gara scorre sotto il dominio di Ayrton Senna, che deve in ogni caso fermarsi a cambiare le gomme ben 5 volte in un GP semplicemente folle, reso tale dall’altrettanto folle meteo inglese. Senna umilia gli avversari, girando costantemente un paio di secondi più veloce di chiunque in pista e non ricevendo mai alcuna reale minaccia per la propria leadership. Finiscono tutti doppiati, tranne Damon Hill che arriva secondo a più di un minuto di distacco. Anche Prost, terzo, ha subito l’onta del doppiaggio.

Magic Ayrton Senna in quella domenica di Donington, diede lezioni di guida a tutti, facendo danzare la propria McLaren MP4/8 sull’asfalto bagnato con tutta la sua classe. Unica, inimitabile. Magica. Proprio come Magic Senna.

Marco Caregnato

Marco Caregnato

Nel 1984, da bambino, ho avuto il mio primo contatto con una moto. Mi sono ustionato la mano! Non ho più smesso di amarle...

12 Comments

  1. Filppo Santini says:

    Nell’articolo c’è un refuso: Ayrton Senna non era carioca, essendo di San Paolo e non di Rio de Janeiro.

    • Marco Caregnato Marco says:

      Mea culpa! Pensavo che carioca si riferisse ai brasiliani in generale. Wikipedia mi attenua la pena,rendendomi partecipe di un errore che commettono in tanti!
      Nota di Wiki: il termine carioca ha acquisito un utilizzo improprio, dato che è sovente impiegato per definire il popolo brasiliano in generale (ed i giocatori di calcio della squadra del Brasile sono comunemente chiamati in questo modo), mentre in lingua portoghese la parola ha una forte connotazione regionale ed è usato solo per definire persone originarie di Rio. Identificare come carioca brasiliani di altre regioni può essere offensivo.

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